Centro Padre Nostro Brancaccio

Il nostro sostegno ai minori più a rischio

Fondazione EOS sostiene già da alcuni anni il Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato per volontà del Beato Giuseppe Puglisi più di trent’anni fa. Il centro si trova a Brancaccio, quartiere di Palermo segnato da forti fragilità sociali, ma anche da una lunga tradizione di impegno civico.

 

Qui i nostri progetti hanno lo scopo di aumentare l’inclusività e l’integrazione della comunità del quartiere, con particolare attenzione alle attività rivolte a ragazzi e ragazze. 

Centro Padre Nostro Brancaccio in numeri

Un quartiere con bisogni speciali

A Brancaccio il Centro Padre Nostro si prende cura di ragazze, ragazzi e famiglie che vivono situazioni di fragilità, isolamento e povertà educativa. Qui, infatti, i più giovani sono esposti al rischio di fallimento formativo precoce e, al contempo, alla capacità attrattiva della criminalità.

 

Insieme al Centro Padre Nostro e ad altri partner, sosteniamo percorsi educativi, sociali e aggregativi che aiutano i più giovani a ritrovare spazi di crescita, relazione e fiducia. Dal 2022 accompagniamo attività del Centro rivolte sia ai minori del quartiere sia a giovani provenienti da altre zone della città. Questi ragazzi e ragazze, infatti, sono inviati al Centro anche da scuole di altre zone, dai servizi sociali e dal Tribunale per i Minorenni.

 

L’obiettivo è costruire occasioni concrete di vicinanza, ascolto e partecipazione, restituendo ai ragazzi e alle ragazze la possibilità di sentirsi parte di una comunità.

Foto di gruppo di una squadra di calcio di ragazzi adolescenti

Le attività per il quartiere: sport ed educazione

La riapertura della piscina del Centro Polivalente Sportivo, chiusa da anni, ha restituito al quartiere uno spazio di incontro e partecipazione. Attraverso lo sport, circa 200 adolescenti hanno potuto riscoprire il valore dello stare insieme, della condivisione e della cura dei luoghi comuni. Abbiamo sostenuto anche la ristrutturazione della Torre Pollastra, edificio del XV secolo che oggi ospita lo Young Lab. Qui 43 ragazze e ragazzi tra i 13 e i 23 anni sperimentano percorsi di giornalismo e musica all’interno di uno spazio di lavoro condiviso e residenza temporanea. Nel 2025 le attività hanno coinvolto 150 minori e adolescenti, 130 familiari e circa 400 persone della comunità educante.